domenica 20 gennaio 2013




Se io fossi una persona razionale avrei dato il tempo al tempo e avrei aspettato a scrivere questo post, con la dovuta calma, ma quando si parla di quella manciata di cose che mi piacciono e mi interessano, non lo riesco ad essere. In queste "cose" ricadono le mie serie tv predilette. Chi di voi ha aperto anche solo per due secondi il mio Twitter esclamerà "Predilette, non esageriamo, questa si vede una serie infinita di serie tv". Vero, ma quelle che mi rimangono dentro e a cui, in qualche modo, sono affezionata sono ben poche. Mentre la nostalgia per la fine di Chuck non si era ancora affievolita, J.J. Abrams e compagnia bella erano alle prese con l'ultima stagione di Fringe. 

Fringe. Era il 2008 quando questa serie tv ha fatto la sua apparizione nel palinsesto della Fox. J.J. Abrams un nome forte ed importante che si portava con sé tutto il seguito di fan poco soddisfatto dal finale di Lost. Personalmente non mi ero mai approcciata prima d'ora con così tanto entusiasmo ad una serie di fantascienza. Se la prima stagione era molto simile ad X-Files e tutto il filone, dalla seconda in poi, Fringe ha preso il volo per diventare, in questi cinque anni e con queste cinque stagioni, la serie più mutevole che una mente umana possa immaginare. Come dicevo, il genere fantascientifico ha sempre lasciato il tempo che trovava in me ma Fringe no.

Ci sarebbero davvero tantissime parole da spendere su una serie così complessa. Su una serie che ha cambiato di stagione in stagione quasi fossero delle mini-storie in una unica in grado di raggrupparle tutte. Un unico grande rammarico c'è, però. Fringe non è mai stata capita. Non è mai stata amata in America se non da quei 3 milioni di telespettatori che paragonati all'immensità dello stato non sono neanche una goccia nell'oceano. Ero preparata alla serie finale ancor prima di annunciarla perché Fringe in qualche modo è sempre stata la classica serie che ha vissuto sul filo del rasoio e con lei quello splendido cast che mi manca già profondamente. Mancanza. Ma può davvero mancare qualcosa come un "telefilm"? Chi non ama le serie tv, chi non ha mai avuto costanza nel portarne avanti una, chi non è mai entrato nel meccanismo disperato di aspettare la puntata non appena rilasciata, di cercare i sottotitoli cliccando sulla pagina "aggiorna" in continuazione, probabilmente penserà che mancanza collegato ad una serie tv sia qualcosa di esagerato, bimbominchioso e impossibile. Chi invece è un appassionato di serie tv sa benissimo cosa intendo con queste parole. 




IL CAST: prima di parlare della storia, della conclusione e di tutto ciò che Fringe si porta con sé è doveroso per me spendere due parole su uno dei cast più belli che io abbia mai visto. La bravura di John Noble è qualcosa che immediatamente diventa palese, dopo due minuti di puntata. Fringe è stata la sua serie, prima ancora degli altri personaggi. Ci siamo innamorati tutti di Walter Bishop, dei suoi sorrisi, della sua presunta pazzia, delle sue battute assolutamente da raccogliere in un quaderno dei ricordi. Walter Bishop è stato uno dei personaggi più belli mai creati in una serie tv. Punto a capo. Due parole anche per la bellezza e bravura di Peter Bishop, interpretato da Joshua Jackson e Olivia Dunham, interpretata da Anna Torv. Abbiamo sperato tutti, almeno nelle prime stagioni, che fra i due attori scattasse la cosiddetta scintilla anche fuori dal set ma una bionda si è intromessa come una cozza e la storyline della vita è andata in modo differente. Ritornando però a parlare dei personaggi, Peter Bishop è stato il figlio. Il figlio perduto, ritrovato, il figlio che ha amato, odiato, rinnegato ed infine capito ed accettato. Olivia Dunham è stata il coraggio, è stata la madre, l'amore, è stata la dolcezza di Fringe. Ci sarebbe da nominare tutto quel splendido cast apparso più volte al Comic Con di San Diego nel corso degli anni, da Lance Reddick in una splendida interpretazione di Philip Broyles senza dimenticare Jasika Nicole che ha portato in televisione Astrid Farnsworth. 




LA TRAMA & IL FINALE: personalmente non mi sento di "ammazzare" il finale di Fringe. Prima di scrivere queste mie quattro parole sulla serie, per curiosità, come faccio sempre mi sono un po' documentata e ho letto molti commenti negativi. Forse più di altre serie tv, Fringe ha avuto numerose contraddizioni. Ora, non sono una critica televisiva, non aspiro ad esserlo e tanto meno ho voglia di spulciare tutte le cose dette e poi rinnegate ma di certo Fringe più volte ha strappato un "ma lui non era in un altro spazio temporale?", "ma quella che ci fa lì?" e via dicendo. 

Cinque stagioni che sono state cinque piccoli grandi mondi che sono confluiti poi in un unico grande cosmo. Se con la prima stagione Fringe era una serie poliziesca di natura fantascientifica, con la seconda stagione il telefilm ha iniziato ad arricchirsi di particolari ed interrogativi. La seconda stagione è stata quella della splendida puntata "Un tulipano bianco", è stata quella della comparsa dell'altro universo, è stata quella che ha aperto le porte, anzi spalancato le porte alla meravigliosa terza stagione. La terza stagione di Fringe ha segnato una scissione: alcuni telespettatori hanno esclamato "Ma quali e quanti acidi si sono calati J.J. Abrams e soci?" altri, fra cui io, hanno profondamente amato questo doppio universo, con personaggi uguali fisicamente ma diversi in tutto e per tutto. E poi, ora che il tutto è finito, posso confermare il mio spasmodico amore per Alt-Olivia, B-Olivia, insomma come vogliate chiamarla chiamatela, il succo del discorso poco cambia. Questi episodi mischiati, questo andare e venire, a me è piaciuto infinitamente e ancora oggi posso affermare che la terza stagione assieme alla prima resta la mia preferita di Fringe.

La quarta stagione è stata quella della collaborazione iniziale fra i due universi ma soprattutto quella di Robert Jones e William Bell. Altri personaggi fantastici assieme alla sempre presente e io non l'ho ancora citata, Nina Sharp. Il finale della quarta stagione è stata la perfezione e tutti noi abbiamo sognato su questa famiglia, quella di Peter e Olivia finalmente unita e con un barlume di serenità, anche se solo passeggero. 

La quinta stagione è stata la fine. E' partita con questi 13 episodi preventivati e già dal primo ci si è approcciati quasi con la nostalgia e la volontà di non arrivare alla fine. Una quinta stagione che è stata il futuro, gli osservatori, Etta, ancora una volta il rapporto padre-figlio. Una stagione particolare che alcuni dicono abbia quasi "rinnegato" quanto fatto in precedenza. Io, non mi sento di sostenere ciò, piuttosto è stata una fine diversa dal solito, una fine che ci ha accompagnato man mano. 



Fringe è stato qualcosa di nicchia ma talmente bello da aver scatenato discussioni per giorni e giorni su Twitter con il popolo amante di Fringe. I ringraziamenti vanno a tutti quelli che nel corso dei mesi hanno commentato assieme a me, hanno vissuto in qualche modo con me questa serie tv. Fringe è stata una serie tv "collettiva", vista quasi mai da sola e commentata con un'infinità di gente. Grazie ancora una volta alle menti di J.J. Abrams & soci. Grazie ad un cast favoloso che mi sento di ricordare ancora una volta e che continuerò a seguire con piacere sperando di avere presto nuovi lavori da parte di Joshua Jackson, Anna Torv e John Noble. Grazie ad una serie tv che ha spiegato, o almeno ha provato ad illustrare, la complessità di qualcosa che spesso noi non immaginiamo neanche.

Prima di Fringe, nessuno avrebbe mai pensato che ci si potesse affezionare ad una mucca. Ciao, Gene. Addio, Fringe



In questo post si parla di: , , , , , , , , , , ,

9 commenti:

  1. "Predilette, non esageriamo, questa si vede una serie infinita di serie tv"

    Esatto.

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    1. Ci avrei scommesso la casa che non ho che avresti apprezzato questa frase =_=

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  2. Corbezzoli! Mi hai intrigato ancor più di Homeland. Si capisce chiaramente che il tuo giudizio è offuscato da un amore sfegatato nei confronti della serie, ma mi hai ugualmente convinto a scaricarla. Spero di farti sapere quanto prima cosa ne penso. Sul serio.

    P.S.: J. J. Abrams me gusta.

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    1. Sono suuuuper felice di ciò <3 L'unico consiglio che mi sento di darti non fermarti alle prime puntate anche se magari ti sembrano una cosa già vista perché davvero ogni stagione è un mondo a sé. Quindi vai avanti e vedile tutte e cinque :)

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    2. Non mi fermo mai alle prime puntate o ai primi minuti o alle prime pagine. Aspetto sempre la parola FINE per dare il mio giudizio. ;)

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  3. Complimenti per questo e blog e ancora di più per la tua recensione!
    Ho riscoperto Fringe solo quest'estate ma è stato amore a prima vista! Per me il finale è stato commovente e a suo modo perfetto, un omaggio a tutti gli appassionati della serie che già sentono la mancanza di questa squadra così unica e speciale!
    E, lo ammetto, la scena che più mi ha fatto versare lacrime è stata proprio quella con Gene :)

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    1. Uh grazie mille, sono parole che fanno davvero piacere te l'assicuro. Grazie di nuovo.

      Riguardo a Fringe, sante parole, e anche io ho avuto un momento di pure lacrime proprio per Gene *_*

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  4. Fringe mi è sempre piaciuto un sacco...
    riscoprirlo in quel di italia1 mi ha pure fatto piacere...
    certo, ora me lo cerco in streaming per vedermelo tutto per filo e per segno...

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    1. Esatto, senza impedimenti vari di orario e ora che è finito quindi hai la possibilità di gestirtelo come vuoi è tanto meglio! ^_^ Sono contenta che ti è piaciuto, ultimamente sembra di sentire solo commenti negativi in merito a Fringe :/

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